Radio Migranti

IL LUNGO VIAGGIO, STORIE DI ROSPI MIGRANTI

Da più di quindici anni nel cortile della nostra scuola c’è uno stagno.
L’abbiamo costruito perché la collina di Servola, un tempo campagna ricca di orti, era stata l’habitat ideale per il rospo smeraldino, ma ormai da anni l’anfibio non viveva più in zona.

L’anno successivo alla creazione dello stagno, in un giorno di primavera, ecco che l’acqua pullula di collane di uova e poi di vivacissimi girini.

Allora i rospi ci sono! Ma dove vivono? Dove svernano? Da dove arrivano?
In tutti questi anni lo stagno per noi è stato l’occasione di osservazione diretta di un ambiente affascinante, ma pur vedendo ogni anno le tracce del loro passaggio, non siamo mai riusciti a vedere i nostri amici notturni.

Poi c’è stato l’incontro con Gaia Fior e Maurizio Bobini, tutori degli stagni, che ci hanno raccontato dell’attività che svolgono in occasione dello spostamento degli anfibi dai boschi in cui svernano ai luoghi in cui si recano per depositare le uova.
Da questo incontro è nata l’idea di raccontare la migrazione dei rospi, un po’ scientifica, un po’ romanzesca, un po’ comica e senz’altro coinvolgente.
Siamo partiti dalla fedele trascrizione dell’intervista della IIB a Gaia, creando un sonoro che da solo fosse sufficiente a raccontare la nostra storia, poi abbiamo fatto ascoltare la narrazione ai compagni della IIIC, che dovevano occuparsi delle immagini.

Abbiamo rispolverato l’arte dell’origami per creare rane salterine, abbiamo disegnato la mappa del territorio di Dolina dove i tutori degli stagni, per alcune notti, vanno ad aiutare gli anfibi ad attraversare la strada e abbiamo cercato su internet i cartelli che, in vari paesi, avvisano gli automobilisti del passaggio degli anfibi.

Abbiamo utilizzato i filmati di Antonella Brugnoli, che ha partecipato a una delle ronde notturne, le foto del nostro stagno, della vasca di Pietro, e le magiche immagini di Sandro Pillepich, che ha curato la prima costruzione dello stagno e il suo recente restauro.
Quello che ci è piaciuto più di tutto sono state le immagini delle mani e “diamogli una mano” è ormai parte del nostro lessico familiare.

Le musiche di Alfredo Lacosegliz hanno un ruolo essenziale nella narrazione.
Disegnando, tagliando e incollando insieme abbiamo ragionato su quanta fatica fanno  i nostri protagonisti per realizzare ogni anno questo viaggio inevitabile per la sopravvivenza, sul perché lo fanno, su quanti pericoli corrono durante il viaggio e su come è importante che ci sia qualcuno a dargli una mano.
Abbiamo ragionato su come questo accada anche per l’uomo e su come è importante che ci sia qualcuno a dargli una mano.

Categoria:
Il Viaggio

Autori: alunni della classe IIB e IIIC della scuola primaria B. Marin di Trieste, guidati dall’ins. Franca Zannier

Tempi: due settimane circa

Musiche di Alfredo Lacosegliaz

Strumenti: carta, colori, fotografie, fotocamera digitale, computer

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